Libro del meseBook of the month

Mark Kurzem

Il bambino senza nome

Quando Alex bussa alla porta di suo figlio per chiedergli aiuto è ben consapevole che, tra poco, la sua vita cambierà per sempre. Dopo settant’anni decide di far riemergere il proprio passato per scoprire chi egli sia veramente; sì, perché è cresciuto con un’identità fittizia, appiccicatagli dalle SS durante la Guerra, e non ha la minima idea di cosa si nasconda dietro al momento nel quale diventò “Alex”. Gli unici ricordi della propria infanzia sono due parole in chissà quale lingua e pochissime fotografie, e proprio da questi esigui indizi invita suo figlio Mark a ricostruire il suo passato. Impresa assai difficile ma necessaria perché Alex non può più ignorare la propria identità, ha bisogno di incontrare il proprio passato per guardare a quel poco di futuro che resta. Il racconto mette mirabilmente in scena gli elementi che intervengono in questa ricerca di sé: il terrore di fallire nell’impresa, il coraggio di sfidare chi non vuole che venga fatta luce su avvenimenti “scomodi”, la nostalgia per una vita che non si è vissuta e manca. Ma soprattutto ne deriva la conclusione che per vivere pienamente bisogna accettare il proprio passato e, anche se non sempre si riesce a farvi pace, perlomeno bisogna accettare che sia parte di noi: siamo il nostro passato e non possiamo sfuggirgli, ma ciò non ci priva della possibilità di incontrare persone che sappiano curare le nostre ferite e mostrarci che, a conti fatti, la vita è bella e vale la pena di essere vissuta.

Vanessa Ballottin